Wonka: Chi è il misterioso protagonista di questa storia?

Wonka
In un’epoca di revival e reboot, il pubblico si attende che ogni nuova iterazione su grande schermo di un personaggio iconico possa almeno tenere testa ai predecessori. Ecco che il sipario si alza su un nuovo Willy Wonka, ma, ahimè, questa volta il gusto è decisamente amaro. In un’analisi serrata di ciò che sembra essere un disastro cinematografico dolce come un limone, vediamo emergere un protagonista che, lontano dal carisma dei suoi antecessori, si staglia come un’ombra sbiadita nell’universo dei grandi personaggi.
Questo terzo Willy Wonka si allontana dalle sue incarnazioni precedenti, quelle che hanno saputo catturare l’immaginario collettivo, in una maniera che rasenta il disastro artistico. Il nuovo interprete del geniale cioccolataio non riesce a coinvolgere, né a sfiorare la complessità e il fascino magnetico delle performance che abbiamo conosciuto e amato in passato. Il suo Willy Wonka è un personaggio incoloro, che non solo stenta a ritagliarsi un’identità propria, ma lascia anche un senso di vuoto che permea l’intera pellicola.
La mancanza di una personalità definita, vibrante e tridimensionale per il protagonista, si riversa come un fiume in piena sul resto dell’opera, trascinando verso il basso ogni altro elemento. La scenografia, che avrebbe dovuto giocare sulle note dell’eccentrico e del fantastico, si trasforma in un palcoscenico senza vita, incapace di sorprendere. La colonna sonora, che dovrebbe accompagnare le scene enfatizzandone la magia, si perde in un mare di mediocrità che non fa altro che accentuare la sensazione di stanchezza che pervade il film.
La narrazione stessa sembra zoppicare, priva di quella scintilla capace di trasformare una storia in leggenda. I personaggi secondari, che in passato hanno offerto meravigliosi momenti di contorno, non sono altro che figurine sbiadite che non riescono a sollevarsi oltre la piattezza generale. Non vi è traccia dell’ingegnosità e della profondità che si potrebbero attender da una pellicola che porta sulle spalle il peso di un nome tanto importante.
E così, ciò che doveva essere un trionfo di dolcezza e fantasia si trasforma in un vero e proprio fallimento di gusto. Un fallimento che non colpisce soltanto il palato dei più piccini, assetati di avventure zuccherine, ma anche quello degli adulti, che desideravano riscoprire attraverso gli occhi di un nuovo Willy Wonka la magia che avevano conosciuto da bambini.
Un film che, invece di farci levare in volo con la fantasia, ci lascia ancorati a terra, con la consapevolezza che non ogni tavoletta di cioccolato cela una sorpresa dorata all’interno. In questo caso, purtroppo, il biglietto dorato non ha portato alla fabbrica dei sogni, ma in un anonimo magazzino di delusioni.